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Papa Francesco: Migrazioni non sono statistiche

Il messaggio per il 70° anniversario dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni

Ancora un intervento sul tema dei migranti per Papa Francesco che ha inviato un messaggio, letto dal cardinale segretario di stato vaticano Parolin, per il 70° anniversario dell’istituzione dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni.

Il Papa ha ricordato che fu Benedetto XVI dieci anni fa a decidere che la Santa Sede divenisse membro di questa Organizzazione per “affermare la dimensione etica degli spostamenti di popolazioni; offrire, attraverso la sua esperienza e la sua consolidata rete di associazioni sul campo in tutto il mondo, la collaborazione della Chiesa cattolica ai servizi internazionali dedicati alle persone sradicate; prestare un’assistenza integrale in funzione dei bisogni, senza distinzioni, basata sulla dignità inerente a tutti i membri della stessa famiglia umana”. I migranti sono persone da incontrare dice il Papa che ripete come vada combattuta la “cultura dello scarto” .

Le religioni insegnano l’ospitalità, scrive il Papa e bisogna chiedersi: “quali benefici apportano i migrantialle comunità che li accolgono e come le arricchiscono?”. Manodopera cercata e migranti rifiutati creano un “duplice standard “ che “deriva dal prevalere degli interessi economici sui bisogni e sulla dignità della persona umana”. A molti migrati nella pandemia non sono stati concessi “i benefici dei programmi di aiuto economico per il Covid-19 e neanche l’accesso all’assistenza sanitaria di base e alle vaccinazioni”, altri sono stati utilizzati “come moneta di scambio, come pedoni di una scacchiera, vittime di rivalità politiche”.

Il Papa propone quattro osservazioni: “c’è un bisogno urgente di trovare vie dignitose per uscire dalle situazioni irregolari; i migranti rendono visibili il vincolo che unisce tutta la famiglia umana; la famiglia migrante è una componente essenziale delle comunità del nostro mondo globalizzato e la comunità internazionale deve affrontare con urgenza le condizioni che danno luogo alla migrazione irregolare, facendo così della migrazione una scelta ben informata e non una necessità disperata”. E Papa Francesco conclude: “la migrazione non è solo una storia di migranti ma di disuguaglianze, disperazione, degrado ambientale, cambiamento climatico, ma anche di sogni, di coraggio, di studi all’estero, di riunificazione familiare, di nuove opportunità, di sicurezza e protezione, e di lavoro duro ma dignitoso”. Non si tratta di statistiche quindi per il Papa “bensì di persone reali la cui vita è in gioco. Radicata nella sua esperienza secolare, la Chiesa cattolica e le sue istituzioni proseguiranno la loro missione di accogliere, proteggere, promuovere e integrare le persone che si spostano”. (Acistampa)



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