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Natale, campagna di solidarietà dei frati di Milano

Un aiuto per Milano

di Gelsomino Del Guercio

Appello dei frati cappuccini ai milanesi per il prossimo Natale: “Regalate futuro!”. Da decenni, il Centro missionario milanese dei Frati Cappuccini è in prima fila per la solidarietà ai bambini. “I bambini sono la prima speranza per ogni nazione – spiega il direttore del Centro missionario di Milano Musocco, padre Marino Pacchioni ad Agensir -. Mai come in questa epoca, invece, sono stati trascurati, sfruttati, non desiderati. Per questo vogliamo attirare l’attenzione in particolare su quelli che in più subiscono la tragedia della guerra e della estrema povertà”.

I BAMBINI DELLA COSTA D’AVORIO
Il gruppo più numeroso dei bambini sostenuti continua ad essere quello della Costa d’Avorio, dove, grazie ai frati coinvolti e ai collaboratori, soprattutto all’Ovest del Paese, sono sostenuti i bambini di molti villaggi, non solo per il necessario corredo scolastico, ma anche per l’assistenza sanitaria, là dove richiesta, e per l’alimentazione integrativa.

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ERITREA E BRASILE
Segue l’Eritrea con il prezioso aiuto di suor Letizia e di altre suore e frati che gestiscono pure un buon numero di sostegni. A scalare, il Brasile, con parecchi progetti distinti, e altri tra i quali l’Etiopia, il Camerun, travagliato da 6 anni da una crudele guerra civile, nella quasi indifferenza totale dell’opinione pubblica mondiale.

LA SCUOLA IN CAMERUN
Il progetto in Camerun riguarda la scuola primaria del Sacro Cuore di Shisong devastata dai saccheggi. I Cappuccini hanno avviato il progetto “Educazione con studio in casa” in cui loro stessi hanno fatto da insegnanti, con l’aiuto di volontari di Shisong.

LE TESTIMONIANZE DEI BAMBINI
Sono numerose le testimonianze che giungono al Centro missionario milanese dei bambini che, grazie all’accompagnamento ricevuto, hanno potuto studiare e diventare adulti utili per la loro terra come insegnanti, medici, infermieri.

ANA RUTE
È la storia, per esempio, di Ana Rute, che vive nella periferia di São Luís, in Brasile, con sua mamma. Ana oggi ci dice: “Io ero molto felice e grata alla benefattrice che dall’Italia mi inviava denaro, così ho potuto andare a scuola come tutti i bambini. Il materiale scolastico, la divisa, la mensa e anche le medicine, quando stavo male, erano messe a disposizione per me dal progetto”. Oggi Ana ha 19 anni, ha terminato il liceo e sta concludendo gli studi per realizzare il suo sogno, diventare infermiera e potere così aiutare a sua volta il prossimo.


Gelsomino Del Guercio

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