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Le piazze di Francesco a Roma, la solidarietà al centro | Foto e video

Redazione Redazione Rivista San Francesco

Incontro con Card. Feroci, Ministro Orlando e Raoul Bova

"Sono orgogliosa di Roma, la comunità si è dimostrata enormemente solidale" di fronte alla pandemia, "la città di Roma vuole essere, come Papa Francesco ci ha esortato nella sua visita in Campidoglio, maestra dell'accoglienza". Lo ha detto la sindaca Virginia Raggi portando i saluti all'evento 'Le piazze di Francesco', svoltosi a piazza San Giovanni, organizzato dalla rivista sanfrancesco.org diretta da padre Enzo Fortunato. La sindaca ha ringraziato i francescani che "nel nome di San Francesco di Assisi portano nelle città il messaggio di solidarietà, di vicinanza, ai poveri, agli ultimi". Per Raggi "gli insegnamenti di San Francesco sono più vivi che mai". "In questo momento in cui un virus ci ha fatto sentire così vulnerabili" è importante "il valore della solidarietà. Non ci si salva da soli, come ha detto Papa Francesco". Il Covid "ha accentuato le disuguaglianza e sta alle istituzioni il compito di portare risposte". (Continua dopo il video)

"Non c'è solamente il bisogno materiale. Quando diamo i pacchi e non diamo anche l'accoglienza a quelle persone, è una carenza enorme. Dobbiamo dare dignità prima che dare dei beni capendo quali sono i bisogni degli ultimi", ha aggiunto il card. Enrico Feroci, ex direttore della Caritas di Roma, sottolineando l'importanza della sussidiarietà tra pubblico e privato. "Il pubblico non ci riuscirà mai a dare tutte le risposte ma il privato non può pretendere nemmeno di mettersi al posto del pubblico. O ci mettiamo in sinergia, in sussidiarietà, o non riusciremo mai ad aiutare i più fragili come dovremmo". Ricordando l'esperienza "straordinaria" di quanto fatto a Roma da centinaia di volontari durante la pandemia, il card. Feroci ha concluso: "Se riusciremo a camminare gli uni con gli altri riusciremo a dare risposte".

Da padre Fortunato, un appello alle banche dovrebbero aiutare i giovani che in questo difficile momento di pandemia chiedono prestiti per costruire un futuro: "Lancio un appello alle banche. Ci sono persone che ricevono un aiuto ma se i giovani vengono a bussare ai vostri sportelli, ve lo chiedo in ginocchio: non mandateli a casa, aiutiamoli il più possibile". "Le chiedo di impegnare su questo l'intero governo", ha aggiunto il francescano rivolgendosi al ministro del Lavoro Andrea Orlando, ospite dell'evento.

 "Il reddito di cittadinanza era lo strumento di contrasto alla povertà che il nostro Paese non aveva. E se avesse attraversato la pandemia senza questo strumento avremmo oggi una crisi sociale devastante, più forte di quella che stiamo vivendo", le parole del ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Andrea Orlando. "Il difetto" del reddito, ha proseguito Orlando, "non è che fa stare la gente a casa, è che molti poveri non sono incrociati dalla misura, per i requisiti che sono stati previsti, come la residenza o alcuni indici". Il problema del reddito di cittadinanza è che "forse non ha preso sempre bene la mira. Ci sono poveri che ancora non sono coperti da questo strumento, e persone che magari potrebbero farcela senza. Questo va rimesso un po' a fuoco", ha sottolineato il ministro.

 Per la riforma degli ammortizzatori sociali "l'idea sulla quale stiamo lavorando è rivedere i requisiti, che oggi sono molto restrittivi, per l'accesso alla Naspi, cioè l'indennità di disoccupazione: meno giornate lavorate come precondizione per accedere alla disoccupazione", ha detto ancora Orlando, secondo cui "Questo consente alle persone che lavorano solo alcuni mesi, quando questi mesi sono di meno come è avvenuto durante la pandemia, di accedere", ha spiegato il ministro, osservando come negli ultimi due anni "l'accesso è stato molto allargato, ma questo deve diventare strutturale. E' più facile avere i requisiti per accedere all'indennità se lavori in certi ambiti, mentre è più complicato dove c'è molto nero, molta stagionalità, molti elementi che rendono più difficile accedere ai benefici. Abbassare un po' l'asticella è lo sforzo che stiamo facendo". 

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