cronaca

I vigili del fuoco in soccorso della storia francescana

Michele Zappia

A ventiquattro anni dal sisma 

Padre Giulio Berettoni, all’epoca del sisma, Custode della Basilica Patriarcale di San Francesco per lunghi anni ha continuato a tessere lodi per tutti i Vigili del Fuoco intervenuti e più in generale per il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco. Egli spesso ripeteva: “tutti noi non riusciamo a dimenticare, non abbiamo dimenticato, soprattutto il garbo gentile, l’impegno, la professionalità, la cordialità, la disponibilità, la forte tranquillità psicologica e l’eccezionale umanità dei Vigili del Fuoco”. Era il 26 settembre 1997 quando la terra iniziò a tremare fra l’Umbria e le Marche; due forti sussulti tellurici, dapprima nel cuore della notte, alle ore 2.33 di magnitudo 5,6 e successivamente alle ore 11.42 con intensità pari a 6,1, furono nettamente avvertiti e maggiormente percepiti nei territori delle due Regioni, le Marche e l’Umbria. Proprio in conseguenza della seconda forte scossa si ebbe a verificare il crollo di parte della volta della Basilica Superiore, fino a determinare la morte di quattro persone, due frati e due tecnici della sovrintendenza. All’interno della Basilica Superiore si erano recati una ventina di persone, fra tecnici della Soprintendenza ai beni culturali dell’Umbria, amministratori locali, giornalisti, frati, per un sopralluogo, convocato dopo la scossa avvenuta alcune ore prima, alle 2.33 della notte precedente, che aveva provocato alcuni danni agli affreschi. Mentre era in corso il sopralluogo, alle ore 11.42, le volte si staccarono e caddero a terra, la navata si riempì di polvere densa, un muro di polvere. 

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