fede

Amerigo Pinelli, l'illustratore dei santi

Antonio Tarallo scuolacomix.net

Ha firmato il ricordino 2021 per la festa della francescana Chiara Corbella Petrillo

Napoli è cuore, soprattutto. E ciò si avverte subito nella voce di Amerigo Pinelli, illustratore classe 1976. La giovane voce, il disegno altrettanto giovane si percepisce subito nei tratti che danno luce e calore a chi li osserva. Colori e freschezza, questo in sintesi il lavoro di Amerigo Pinelli che  dal 2007 collabora con la casa editrice francescana Edizioni Porziuncola. Nell’editoria per ragazzi ha pubblicato in Europa e negli USA. Nel settore non-fiction con editori come Oxford Unversity Press, Cmabridge UP, Magination Press e Pearson, e per la fiction con Capstone, Auzou, Miles Kelly, Harper Collins, Starry Forest Books. Tanta professionalità al servizio di Dio. E un’altra chiamata a collaborare per Dio, Amerigo l’ha avuta pochi giorni fa, in occasione dell’anniversario della morte di Chiara Corbella. Vediamo un San Francesco d’Assisi accompagnare Chiara verso la Porziuncola, verso il Paradiso. L’immagine colpisce molto: il santo di Assisi e Chiara sembrano amici gioiosi, amici che nella fraternità francescana percorrono - assieme, tenendosi per mano - il cammino della santità. San Francesco patrono d’Italia ha intervistato Amerigo Pinelli. Con lui, abbiamo cercato di scoprire la storia dietro a questo ricordino che sta facendo il giro del mondo.  

Come è venuto a conoscenza della storia di Chiara Corbella?

Ho conosciuto Chiara ed Enrico ad Assisi durante uno dei corsi che i frati minori della Porziuncola tengono per i giovani e durante il cammino ogni tanto capitava di incontrarci li. Poi quando loro si sono sposati e anche io ho messo su famiglia non ci siamo più visti. Ma seguivo la loro storia da lontano, amici e frati mi raccontavano cosa succedeva ed eravamo in tanti a pregare per loro. Era impossibile non farsi toccare da quello che stava succedendo e tante erano le domande che nascevano. Quando è arrivata la notizia della morte di Chiara con mia moglie siamo andati al funerale e da quel giorno tante cose sono cambiate anche nella nostra vita

Quale emozione ha provato nel disegnare la figura della Serva di Dio?

Farlo è stato un regalo inaspettato, un altro motivo per rendere grazie per averla conosciuta. Una di quelle coccole che piace fare a Dio. 

Un ricordino è sempre memoriale di qualcosa. E lei ha colto nella figura di San Francesco che accompagna Chiara una sorta di vita incrociata: la santità non è poi così lontana da noi. Come è venuto in mente di raffigurare ll santo di Assisi?

In realtà questa immagine racconta qualcosa che ha vissuto e sperimentato Chiara, che è il Perdono di Assisi. Quando fra Vito mi ha chiesto di realizzare un’illustrazione per il nono anniversario di Chiara mi ha raccontato il motivo per il quale con Enrico avevano scelto di celebrarlo in Porziuncola: il desiderio di san Francesco di portare tutti in paradiso si è concretizzato con il Perdono di Assisi e Chiara ha percorso una corsia veloce per arrivarci. In tanti abbiamo incontrato Dio proprio in questo luogo attraverso l’accoglienza dei frati, varcando la porta della Porziuncola lasciandoci riconciliare con Lui.  Nell’immagine san Francesco accoglie Chiara e le indica il cielo. Chiara ha lo zaino, è in cammino come noi, come me, come te e la santità e la vita eterna sono il desiderio di Dio per ciascuno di noi. 

La preghiera ha aiutato il suo lavoro di realizzazione del "ricordino"?

La preghiera aiuta la mia vita in tutto. Sono un illustratore e a volte vorrei lavorare come un monaco che scrive icone totalmente immerso nella preghiera contemplativa...ma con tre bambine piccole e lavorando a casa la vedo dura. Oggi è la fatica quotidiana la mia preghiera.  Come ha detto Chiara nella lettera al figlio “qualsiasi cosa farai avrà senso solo se la vedrai in funzione della vita eterna”. È una parola! Ma per fortuna abbiamo i santi che ci ricordano che è possibile farlo. In questo momento della mia vita la preghiera è fatta di pannolini da cambiare, bambine da portare a scuola, pianti da consolare e urla esasperate. È una preghiera tutta famigliare ma sono sicuro che è piaciuta a Chiara

 

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