religione

L’Amore Misericordioso di Collevalenza

Antonio Tarallo casamadresperanza.com/

Il santuario di Madre Speranza

Assisi-Collevalenza. Pochi chilometri. Una distanza che si percorre piacevolmente. Ma perché dovremmo mai addentrarci in questa località, vicino Todi, nelle vicinanze di Perugia? Ci spinge una curiosità “spirituale”, definiamola così.  Proprio in questa terra sorge il Santuario dell’Amore Misericordioso. Un grande tempio cristiano dove la parola Amore risuona nelle mura, e nella campagna circostante.  

La storia di Collevalenza è strettamente legata a Madre Speranza, suora e mistica spagnola beatificata nel 2014. María Josefa Alhama Valera - questo il suo nome, prima di diventare Madre Speranza - era nata il 30 settembre 1893 a Santomera, in Spagna. Era la prima di nove figli. Quando aveva dodici anni, ebbe una visione di santa Teresa di Lisieux che le disse: “Bambina, sono venuta a dirti a nome del Buon Signore che dovrai iniziare da dove io ho finito”. In quel momento ricevette la missione e il messaggio che avrebbe diffuso nel mondo: quello dell’Amore Misericordioso di Dio. Nel 1951, Madre Speranza si trasferisce a Collevalenza perché doveva rispondere alla chiamata di Gesù: costruire il Santuario dedicato all’Amore Misericordioso. E’ Gesù stesso ad affidargli la missione. 

Chiunque vada al Santuario non può non rimanere colpito da un particolare. Molti luoghi della fede cattolica sono legati all’acqua, simbolo - nella Sacra Scrittura - di purificazione e di grazia. Il Santuario di Collevalenza ha delle piscine miracolose. Esse nascono da una visione profetica: Gesù rivela alla sua fedele ancella di far costruire accanto al Santuario un pozzo e delle piscine. Il fatto più sorprendente è che il piccolo borgo di Collevalenza, nella sua storia, ha sempre sofferto la mancanza di acqua potabile. Proprio in quegli anni, tra l’altro, il Comune di Todi cercava di supplirvi con erogazioni periodiche per mezzo di autobotti.

La storia di questo luogo è davvero speciale, così come il luogo stesso. ll progetto del santuario venne affidato all'architetto spagnolo Julio Lafuente e la costruzione del complesso venne avviata nell'anno 1953. Nel 1965, la chiesa superiore veniva solennemente consacrata dal cardinale Alfredo Ottaviani, mentre il resto del complesso fu concluso solo nel 1974. Il luogo così caro a Madre Speranza riceverà addirittura la visita di Giovanni Paolo II. Era il 22 novembre 1981. In questa occasione eleva il luogo sacro alla dignità di basilica minore. 

Madre Speranza, in merito a questo luogo, scriverà:  “In questo paesino, dove non c’era null’altro che un bosco in cui cantavano gli uccelli attraendone altri con il loro canto (roccolo), il Signore ha voluto che venissi per essere “flauto” che suona e attrae le anime al nuovo roccolo… Ringrazio il Signore e godo nel vedere la gente che viene, il bene che si fa, le grazie che si ricevono e, soprattutto, le numerose conversioni”.

La facciata del Santuario è costituita da un portico con una grande pensilina in cemento, sovrastata da un’ampia vetrata. Sulla scalinata antistante s'innalza, per ben quarantasei metri, l’altissimo campanile: per la sua imponenza sembra toccare il cielo. Ma il cuore di tutto è racchiuso nel famoso Crocifisso di Collevalenza, all’interno del Santuario. Qui, in questo luogo così carico di spiritualità,  troneggia un grande Crocefisso ligneo policromo, opera dello scultore Lorenzo Cullot Valera, eseguita in Spagna nel 1931.

E’ con le braccia spalancate, Gesù, quasi a guardare con serenità il mondo intero invitandolo alla Pasqua della Resurrezione. Parla di amore il rosso del preziosissimo rivestimento dell’abside: si tratta di padouck, un legno tropicale dalla calda tonalità. Gesù Amore Misericordioso, sulla croce ricorda il sacrificio del calvario; I’ostia bianca il quotidiano rinnovamento di quel sacrificio sull’altare. La croce è issata su un globo, il mondo, che sorregge anche una corona regale e un libro aperto, il vangelo. Sul libro c’è scritto: «Amatevi gli uni gli altri come lo vi ho amato”. E’ uno dei più importanti  insegnamenti che Cristo ci ha lasciato e lo sapeva bene Madre Speranza che nella sua vita ha sempre vissuto di quell’Amore e in quell’Amore, diffondedolo in chiunque incontrava.  

 

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