societa

Migranti, Mattarella: Italia ha sempre fatto il suo dovere

Marzio Breda Quirinale.it

Il messaggio del presidente della Repubblica

Ne ha parlato infinite volte, in diversi fori di dibattito, rivendicando gli sforzi troppo spesso solitari della nostra Nazione. «L' Italia non si è mai sottratta al salvataggio dei profughi, anche nei tempi recenti segnati dalla pandemia», ricorda Sergio Mattarella (citando pure «la collaborazione della Ue»), in un messaggio per la Giornata mondiale del rifugiato. Può sembrare un memorandum rituale, di maniera. Invece non lo è, visto che il problema continua a incombere a livello planetario e si è purtroppo aggravato. Il presidente della Repubblica lo spiega con toni pedagogici, probabilmente anche per glissare le polemiche strumentali che spesso si accendono su questo problema. «Il diritto internazionale prevede protezione per coloro che sono costretti ad abbandonare la propria casa e Paese in ragione di conflitti, persecuzioni, condizioni climatiche, calamità naturali e carestie».

Ecco la base minima di legittimità che dovrebbe spezzare certe forme di indifferenza. Tanto più in questi tempi difficili. Infatti, aggiunge il capo dello Stato, «oltre 80 milioni di persone sono in fuga, secondo l' Alto Commissario delle Nazioni Unite che, ad oggi, si trova a proteggere quasi 100 milioni di individui». Davanti a un simile dramma si impone «una responsabilità» dalla quale nessuno può chiamarsi fuori. Perché «quelle storie individuali e di popoli anche geograficamente vicini fanno appello al nostro senso di solidarietà, ancorato ad alti doveri morali e giuridici». E qui Mattarella sottolinea il ruolo dell' Italia, sempre in prima fila «nella protezione della vita umana, nel salvataggio dei profughi, nel sostegno ai sofferenti per le crisi umanitarie, nell' accoglienza ai più vulnerabili». Merito delle «donne e uomini delle varie amministrazioni che, con dedizione e spirito di servizio, assicurano quotidianamente l' operatività della protezione internazionale».

Merito anche, il presidente tiene a rimarcarlo, della «generosità di privati cittadini, organizzazioni della società civile e istituzioni religiose che si prodigano per assistere i rifugiati» in ogni modo. Anche attraverso «soluzioni innovative» come i corridoi umanitari, «significativo esempio in materia di accoglienza a livello europeo». (Corriere della Sera) 

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