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Il frate toscano, le prime costituzioni: così Napoli è diventata la "capitale" dei Cappuccini nel Sud Italia

di Gelsomino Del Guercio
Credit Foto - Gelsomino Del Guercio

A Napoli la Provincia Cappuccina ha come sede di riferimento la Casa di spiritualità “Oasi di Maria” nel comune di Visciano. Questa Provincia, che ha quasi cinque secoli di vita, ed è nata grazie alla predicazione di un frate toscano, che avevo preso le distanze dagli Osservanti.

LE ORIGINI

Il 3 luglio 1528, con la Bolla Religionis Zelus di Clemente VII, si ha l’atto giuridico di nascita della famiglia cappuccina.

Ancor prima che l’Ordine promulgasse le Costituzioni, nel 1529 il padre Ludovico da Fossombrone, fondatore della riforma, si recò a Napoli per consegnare l’abito ai primi seguaci del sud. Egli fu accolto nella casa di Maria Lorenza Longo, nonché fondatrice del second’Ordine delle Clarisse Cappuccine e dell’ospedale degli Incurabili.

Tutti coloro che ricevettero l’abito cappuccino furono accolti presso la casa della Longo e nell’ospedale da lei fondato. Qui i frati poterono esercitare la loro prima attività caritativa e sacerdotale nella terra di Napoli.

Dopo circa un anno di permanenza presso l’ospedale i cappuccini, nel 1530, poterono avere una chiesa e un’abitazione tutta per loro, presso Sant’Eframo Vecchio.

NUOVI CONVENTI

Poiché la riforma si ampliava tra gli osservanti e trovava sostenitori anche nelle Puglie, nel 1534 Padre Ludovico, prese il luogo di San Maria della Stella nel territorio di Rotondi (AV), e poi un terzo luogo in Campania nel territorio di Apice (BN), circa 15 Km oltre Benevento sulla direttiva Napoli-Foggia, la cui chiesa fu intitolata a Sant'Antonio da Padova, nei pressi del convento di San Francesco, abitato dai conventuali.

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LE PRIME COSTITUZIONI

Nel Capitolo del 1535-36 fu istituita la provincia di Napoli, dove divenne “moderatore” p. Francesco da Siena anche se la provincia considera come primo provinciale p. Berardino da Montolmo, e il 1540 come data di fondazione.

La città di Napoli sin dal 1536 ricoprì una funzione particolare per l’Ordine nascente, in quanto furono stampate le prime Costituzioni dei Cappuccini. Proprio a Napoli fu edificato il primo convento che vide ben tre capitoli generali, di cui uno, nel quale fu promulgato il regio exequator che dava l’obbedienza a poter diffondere la riforma cappuccina in tutto il sud Italia.

Già nei primi dieci anni di fondazione la provincia religiosa di Napoli, vide ben sette fraternità cappuccine (www.cappuccinidinapoli.it).

I CONFINI



La Provincia di Napoli costituita nel 1535 confinava con la primitiva provincia marchigiana, comprendeva la zona meridionale del Lazio, i principati Ultra e Citra in Campania, la Basilicata fino ai confini con la Calabria. Nel 1537 fu fatta la divisione tra la Provincia di Napoli-Terra di Lavoro e la primitiva Provincia di Puglia, a cui fu assegnata la parte orientale della Basilicata, restando la fascia occidentale a Napoli.

Il capitolo generale del 1558 diede autonomia alla Provincia di Basilicata, staccandola dalla Provincia di Puglia (zona interna e montuosa) e da Napoli (zona costiera). Dopo un contenzioso tra Napoli e Basilicata circa i confini, il capitolo generale del 1567 diede delle indicazioni che furono perfezionate solo nel 1578 (ww.cifis.it).


Gelsomino Del Guercio

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