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Dai monti di pietà al microcredito, intervista a Dario Antiseri

Molte teorie ed esperienze del passato, anche francescane, possono rispondere a questioni del presente

di Fausto Belia
Credit Foto - Pixabay

Monti di pietà o frumentari sono una formidabile anticipazione, sei secoli fa, di quella pratica di economia solidale attraverso il minicredito ideata e realizzata dal premio Nobel per la pace 2006, Muhammad Yunus, il “banchiere dei poveri”.


"Noi non chiediamo alla verità la data di nascita. E' la ragione per cui molte teorie ed esperienze del passato, anche francescane, possono rispondere in modo adeguato e incisivo alle questioni del presente, di oggi".
Inizia così il colloquio con il professor Dario Antiseri, filosofo, docente alla Luiss, autore di molti libri. Uno degli ultimi è L'attualità del pensiero francescano - Risposte dal passato a domande del presente (Rubbettino Editore, 2008). "E' proprio vero che un classico è un contemporaneo del futuro. E classici sono stati per il nostro presente intellettuali francescani vissuti secoli fa", sottolinea Antiseri.

"Prendiamo, per esempio, l'economia - spiega il professore - Francesco d'Assisi ha voluto far comprendere che la vita di una persona ha valori molto più alti, che vivere per la ricchezza. Da questa prospettiva pauperistica sono venute fuori idee o attività economiche come aiuto ai fratelli più sfortunati. Basterà ricordare l'esperienza dei monti di pietà e dei monti frumentari, nati per calmierare il costo del denaro a favore delle forze del lavoro: una sorta di minicredito a bassissimo interesse per liberare i contadini dall'usuraio, nel caso dei monti di pietà; una anticipazione del grano e dell'orzo per la semina, da restituire a raccolto avvenuto, con una lievissima maggiorazione rispetto al prestito avuto. C'è qui una visione solidaristica dell'economia.
Il primo Monte di pietà, in assoluto, venne infatti fondato da un francescano, padre Barnaba Manassei a Perugia, nel 1462
".

Antiseri si definisce "cattolico, non tomista ma pascaliano, liberale ma non libertario; laico ma non laicista; schierato per la logica dei problemi e non degli schieramenti. Ho trovato e trovo difficoltà ad intrupparmi in processioni partitiche".

Quali sono i motivi per cui definisce, in generale, attuale il pensiero francescano?

"Ne cito quattro" risponde il filosofo:
1) La difesa da parte di Bonaventura da Bagnoregio dei diritti e del primato della fede nei confronti di una presuntuosa ragione che si erge a dea-Ragione incapace di comprendere la “creaturalità” dell'essere umano e di aprirsi quindi all'esperienza religiosa;
2) la difesa dell'onnipotenza e libertà di Dio e insieme della autonomia e libertà dell'individuo all'interno dell'orizzonte volontaristico di Scoto;
3) la difesa della libertà, dignità e responsabilità della persona umana da parte di Ockham contro quell'onnipotente tentazione liberticida che è diretta conseguenza della reificazione dei concetti collettivi;
4) la difesa della libertà nelle attività economiche da parte, in special modo, di Pietro di Giovanni Olivi. Sono queste quattro linee del pensiero che rendono fortemente attuale la tradizione del pensiero francescano ", conclude Antiseri.


Fausto Belia

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