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Genova. Il ponte Morandi non esiste più, esplose le pile 10 e 11

Gli idranti in funzione, la sirena, il silenzio di migliaia di persone che osservano e poi le deflagrazioni

Credit Foto - bussalino

E' una delle giornate più calde degli ultimi anni ma alle 9.37 quando le pile simbolo di quello che fu il ponte Morandi collassano a terra, un brivido percorre la schiena di chi sta osservando questo strano spettacolo. Strano perchè è l'addio a un ponte che ha “tradito” la comunità, ma è anche un simbolo che se ne va, quello dell'illusione di uno sviluppo che negli anni '60 si pensava inarrestabile e indistruttibile, proprio come il viadotto.

L'esplosione è avvenuta come programmato. Dopo il ritardo provocato da in inquilino che non aveva voluto uscire dal suo appartamento invece delle 9 le operazioni sono slittate. Alle 9,28 sono entrati in funzione gli idranti che alla base delle pile 10 e 11 hanno bagnato il terreno per ridurre le dispersioni di polvere. Alle 9.32 la sirena ha iniziato a suonare avvolta dal silenzio delle migliai di persone che in vari punti stavano assistendo alle ultime ore del Morandi. Alle 9.37 le esplosioni: immediata una grande nuvola bianca ha avvolto le pile che collassavano e i palazzi attorno. Poi lentamente la polvere si è depositata e quel panoramana al quale i genovesi erano abitauti dal 1967 era scomparso definitivamente.

Subito dopo si è alzato in volo il drone per il primo sopralluogo cui seguirà quello degli artificieri dell'esercito Sono state abbattute le celebri pile che erano il tratto distintivo dei ponti costruiti negli anni '60 da Morandi, ma che, a causa degli stralli inglobati nel cemento, rappresentano anche il tallone d'Achille come sembrano dimostrare le indagini secondo le quali proprio fra stralli e pile si sarebbe verificata la rottura che ha causato il crollo e la morte di 43 persone.

Il sindaco Bucci subito dopo l'esplosione: "Tutto è andato secondo programma. Più tardi verranno eseguiti i sopralluoghi per le verifiche.Ringrazio tutti coloro che hanno collaborato. Con questo giorno Genova velocizza la sua ripresa". Matteo Salvini rifiuta di rispondere alle domande sulla Sea Watch: "Oggi è la giornata di genova e del sindaco".

Il ministro dell'interno e l'altro vicepremier Luigi Di Maio si sono ignorati durante tutta la fase della demolizione.

All'alba il sindaco Marco Bucci era già nella sala controllo con i tecnici e i vigili del fuoco per predisporre gli ultimi dettagli e verificare con la struttura commissariale ogni fase della mattinata. Poco dopo le 6 sono iniziate le operazioni di sgombero degli ultimi residenti nella zona di via Fillak.

Le operazioni, coordinate dalla Protezione civile, sono proseguite fino a che tutte le oltre 3.400 persone che vivono nella zona rossa non sono uscite dalle loro abitazioni. In cantiere intanto i fochini (gli addetti al brillamento), arrivati alle pile alle 5:30, hanno predisposto i materiali utili per le 'volate' che hanno distrutto i due monconi.

Ancora sotto i riflettori di tutto il mondo, per l’ultima volta, per sei secondi, è il ponte Morandi: fiato sospeso, oggi, per l’esplosione delle pile 10 e 11 del viadotto sul Polcevera. Per questo la struttura commissariale del sindaco Marco Bucci e la protezione civile nazionale, regionale e comunale hanno messo a punto la più grande evacuazione della storia di Genova - che coinvolge 3400 persone, mentre saranno operative la sala dalla protezione civile in Prefettura, quella regionale e il Centro operativo comunale, come nei casi di allerta meteo.

In questo momento l'orario stabilito delle 9 sembra poter slittare di qualche minuto a causa di un inquilino di via Spaventa che non avrebbe ancora lasciato il suo alloggio. Si tratta però di indiscrezioni ancora da verificare ufficialmente. Gli operatori della protezione civile stanno cercando di convincerlo senza dover agire con la forza. Il nuovo orario dovrebbe essere quello delle 9.30.

Ad assistere al crollo definitivo, e all’unica demolizione con esplosione dell’ex Morandi, sono arrivati a Genova il vicepremier e ministro dell’Interno, Matteo Salvini, il vicepremier e ministro dello Sviluppo Economico, Luigi Di Maio, che ieri è tornato sulla questione della revoca della concessione ad Autostrade, rimettendola al centro dell’agenda e non ha riacceso la miccia con il gruppo Benetton: «I Benetton sono stati più veloci a rispondermi, minacciando azioni legali, che a chiedere scusa ai familiari delle vittime di Genova», ha detto. A Genova anche la ministra della Difesa, Elisabetta Trenta. Sono ospitati in un’area di sicurezza, nei pressi dell’Ikea, messa a punto dalla struttura commissariale: a fare gli onori di casa, ovviamente, il commissario per la ricostruzione, e sindaco, Marco Bucci e il presidente della Regione, e commissario per l’emergenza, Giovanni Toti. Dopo l’implosione delle pile 10 e 11, è previsto il trasferimento nello stabilimento Fincantieri di Sestri per esaminare le travi arrivate tre giorni fa, a bordo di una chiatta, e che costituiranno una parte per l’impalcato del nuovo ponte di Genova.

«È tutto pronto - ha detto ieri Bucci - tutti i detonatori sono stati posizionati. Non esiste il rischio zero, ma dal punto di vista tecnico il rischio per la popolazione può essere considerato irrisorio». «Una giornata importante per l’Italia intera - aggiunge Toti - pensiamo alle 43 vittime e alle famiglie, agli sfollati, ai feriti, ai sopravvissuti, alla voglia di giustizia per un evento assurdo che non doveva succedere».

Due gli osservati speciali, subito dopo l’esplosione: il traffico, soprattutto dei mezzi pesanti, e le 9 centraline di Arpal e le 4 della rete dell’Ecoistituto Genova-Reggio Emilia che rileveranno i dati dell’aria. Sarà continuo il monitoraggio delle polveri sottili e delle fibre di amianto: nove pompe aspireranno su un filtro dieci litri d’aria al minuto e, ogni tre ore, saranno portati ai laboratori della Fiumara. Proprio i risultati delle rilevazioni faranno scattare il rientro delle persone nelle proprie abitazioni.

Oggi Arpal schiererà 30 tecnici che cominceranno i monitoraggi prima dell’esplosione. Secondo il cronoprogramma della struttura commissariale, le persone potranno rientrare nelle loro case alle 22, ma in base ai risultati ciò potrebbe essere anticipato o posticipato. Per questo la Protezione civile regionale ha allestito, alla Fiera, 1200 brandine per ospitare, eventualmente, chi dovesse essere costretto a passare la notte lontano da casa.

Il traffico è l’altro nodo su cui hanno lavorato la struttura commissariale e tutte le istituzioni. Autostrade ha predisposto, sulla base dell’ordinanza della prefetta, la chiusura del tratto di A7 compreso tra la barriera di Genova Oveste e lo svincolo per l’A12, dalle 7 alle 22. E ha organizzato un servizio di assistenza al traffico pesante, per incanalarlo e gestirlo, secondo corridoi che escludano Genova per il traffico a lunga percorrenza, oppure diluiscano gli accessi per quello in arrivo in porto.

L’autorità di sistema portuale ha varato una serie di misure speciali per il bacino di Sampierdarena, con aperture prolungate per i varchi di San Benigno e di Ponente, che oggi apriranno alle 5 anzichè alle 6. Orario prolungato anche domani, con apertura straordinaria dalle 14 alle 18.

Michela Bompani E Marco Preve - Repubblica.it



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