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Francescani riuniti ad Agrigento: qui, come alle nozze di Cana

Credits Ansa

Il 20 e 21 ottobre l’Ordine Francescano Secolare di Sicilia ha organizzato presso il Grand’Hotel Mosè di Agrigento la IX edizione di “COME A CANA”, il raduno regionale delle coppie di coniugi francescani, dei delegati alla pastorale familiare ma anche quelle famiglie o i singoli che vogliono approfondire le tematiche familiari che anche quest’anno si sono incontrate per crescere insieme anche in questo specifico cammino che la stessa Regola O.F.S. definisce «ambito prioritario nel quale vivere il nostro impegno cristiano e la vocazione francescana» [CCGG 24]. 

LA PRESENZA DEL CARDINALE

Per la prima volta questo evento regionale ha fatto tappa nella diocesi di Agrigento dove oltre 100 famiglia con i loro piccoli sono state accolte dal Pastore di questa Chiesa del cardinale Francesco Montenegro che ha presieduto la Celebrazione Eucaristica di domenica mattina 21.

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LE NOZZE DI CANA

Il tema di questa edizione è stato “Come a Cana cosi in famiglia”: il passo evangelico di queste Nozze, i suoi protagonisti, le “comparse” e le dinamiche che si avvicendano costituiscono uno dei momenti più ricchi di simbolismo cristiano che può essere declinato in diversi aspetti della nostra quotidianità e della nostra partecipazione al servizio di santificare il mondo che, per l’appunto, siamo chiamati a mettere in pratica anzitutto nella propria famiglia, poi nella fraternità e infine con la nostra presenza attiva nella Chiesa locale e nella società [CCGG 17,4]. A guidare la riflessione del sabato sono stati i coniugi Fulvio e Anna Maria Mannoia, Fondatori Comunità ARCA di Nazareth

UNA CHIESA AMICA DEI POVERI

«Siamo convinti - hanno rilevato i francescani laici siciliani - che deve esserci un’attenzione costante e coerente sulle famiglie “che diventeranno un’occasione provvidenziale con cui rinnovare - sull’esempio di San Francesco - la Chiesa e la società. Con la gioia del Vangelo ritroveremo il passo di una Chiesa riconciliata e misericordiosa, povera e amica dei poveri; una Chiesa in grado di “vincere con pazienza e amore le afflizioni e le difficoltà che le vengono sia da dentro che da fuori"» (Vat. II, Cost. dogm. sulla Chiesa Lumen gentium, 8).

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