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Il convento di San Bernardino, un grande patrimonio in rovina

Il convento francescano è abbandonato dal 1994, un grande patrimonio in rovina che ora è in vendita

Viterbo – Pericoli, degrado e scritte che inneggiano a Hitler e a Satana. Come se nulla fosse. Benvenuti al seminario serafico di San Bernardino a Orte. Completamente abbandonato a se stesso.

Aperto a tutti, incustodito. Dove è possibile entrare, rubare, continuare a saccheggiare. Rischiando pure di rompersi l’osso del collo. Perché pavimenti e soffitti non sono affatto rassicuranti. I primi ballano. Basta camminarci sopra per rendersene conto. I secondi possono cadere a terra, sulla testa del malcapitato.

Oltre 6.800 metri quadrati preda di chiunque. In cima a un colle, dalle parti di Orte scalo, verso la stazione. Nella Tuscia dei beni culturali lasciati lì a marcire. Per l’esattezza i metri quadrati sono in tutto 6.857. Più 5,7 ettari di terreno di pertinenza. Perché il complesso immobiliare del “Colle di San Bernardino” risulta anche in vendita on line. Per acquistarlo basta spendere 3 milioni e 100 mila euro.

GUARDA IL VIDEO DEL CONVENTO ABBANDONATO



L’immobile – spiega l’annuncio immobiliare – concentrato nella parte sud-orientale dell’area boschiva di pertinenza dello stesso è costituito da più unità distinte: la chiesa di 590 mq, il convento di 3240 mq, il collegio di 1816 mq, la palestra e tipografia di 1211 mq, fienili e locali annessi di 160 mq, aree a parcheggi 4160 mq, terreno di 5,7 ha”.

Gli edifici – prosegue l’annuncio – sono tutti in collegamento reciproco in una disposizione ad ‘L’ in cui l’elemento dominante è la chiesa, situata sul piazzale di arrivo delle strade di accesso, a cui si aggiunge a fianco il Convento con il chiostro e a seguire, sull’altro ramo della figura a ‘L’, il Colleggio e la Palestra con Tipografia al Piano terra”.

La chiesa e il convento, appartenenti all’Ordine Francescano, sono stati realizzati in vicinanza di un’altra piccola chiesa preesistente dedicata alla SS. Annunziata, mentre il Collegio venne aggiunto nel 1928 e la Palestra con Tipografia negli anni sessanta”.


Dopo l’ultima modifica ed aggiunta della palestra e tipografia negli anni sessanta – conclude l’annuncio immobiliare – il complesso subisce un notevole calo fino a dover essere chiuso e lasciato incustodito dal 1994. Questo, purtroppo, ha causato molti danni alle strutture che si trovano in stato di degrado e molti danni agli arredi rimasti, causati da intrusioni continue da parte di estranei e da agenti atmosferici”.

Un annuncio onesto, perché la situazione è tale. Si entra direttamente dalla chiesa. La porta è aperta. E di lì a tutto il resto della struttura. Al convento, al seminario e al chiostro seicentesco. I dipinti della chiesa sono intatti, quelli del chiostro rovinati. In mezzo al chiostro, un pozzo. Aperto e all’apparenza senza protezioni. C’è anche una cantina, piena di bottiglie e cianfrusaglie. Qua e là cavi della luce a penzoloni e la vegetazione che comincia a prendere il sopravvento in alcune parti, così come l’umidità.



Il terreno attorno è a dir poco incolto. Erbacce e rovi che quasi arrivano a coprire la statua di San Bernardino. Prendendo le scale dell’edificio si sale ai piani superiori. Alcune sale sono vuote, in altre si trovano oggetti di quella che un tempo era la vita dei “fratini di Sant’Antonio” che lo abitavano. Libri, materassi abbandonati, una valigia piena di oggetti, mobili vintage, schede bibliografiche, televisori, sedie, macerie, buchi sui muri, elementi architettonici asportati e i resti di qualche macchinario. C’è pure una cassaforte. Danneggiata e bucata.

In alcune sale ci sono anche graffiti che inneggiano a Satana e a Hitler con tanto di pentagono ben in vista, uno dei principali simboli del satanismo.

In una stanza al piano superiore il tetto è crollato e per terra è pieno di tegole e travi. In altri locali, quelli a pian terreno, si notano grosse pozze d’acqua ferme lì da giorni. Camminare sul pavimento è pericoloso. Ogni tanto ondeggia, come un materasso con le molle. C’è poi un salone adibito a cappella interamente affrescato.

Multimedia: Il convento abbandonato di San Bernardino – Il seminario com’era una volta – (VIDEO) 

Infine un ritrovamento inaspettato. Accatastate in un angolo diverse copie del libro di Costantino Di Vico, “Luce nelle tenebre”, un volume dedicato alla vita di Sant’Antonio da Padova, stampato nel 1971, edizioni “Fratini di Sant’Antonio” del seminario serafico di Orte. Sfogliandolo, la sorpresa. Il libro contiene infatti alcune foto della chiesa, del seminario e della vita che li ha caratterizzati. “Luce nelle tenebre”. Veramente.

Daniele Camilli - tusciaweb.eu

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