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La via della vocazione, la storia di Fra Antonio

Strada facendo sperimentai come mi trovavo bene in quel tipo di vita, così il mio cammino vocazionale proseguì con la tappa del noviziato, vissuto ad Assisi, proprio dove nacque l’amore per san Francesco

Credits Ansa

Pace e bene, mi chiamo fra Antonio Grassi, ho 41 anni e vengo dalla Puglia, precisamente da Fasano.

Prima di entrare nell’Ordine dei Frati Minori Conventuali, lavoravo pr esso un grande negozio di piante e fiori, dove non mancava la creazione floreale, soprattutto gli addobbi nelle varie chiese. Sempre assiduo e praticante nella mia parrocchia di origine. Nel 1997 sono venuto a conoscenza di una fraternità dell’Ordine Francescano Secolare, che mi ha incuriosito molto e ho iniziato a seguire le riunioni periodiche che i fratelli e sorelle facevano. Qui ho sentito parlare di Francesco d’Assisi e più ascoltavo le parole su di lui e più frequentavo, e più frequentavo e più mi sentivo affascinato e attratto da questo grande santo.

Finché un giorno un frate mi invitò a fare un’esperienza vocazionale. In quel momento la parola “vocazione” mi suonava nuova e non sapevo cosa rispondere e come comportarmi. Caddi nel buio per l’incertezza e la novità e non sapevo che fare e che dire, ma la paura non mi fermò. Partecipai al convegno Giovani verso Assisi, che ogni anno i frati del centro vocazionale di Assisi organizzano. Quei giorni ad Assisi furono per me l’inizio di una nuova vita, e ricordo che aumentava sempre più in me l’attrazione verso la vita francescana e il desiderio e di scoprire la mia vocazione che sentivo forte verso questo carisma.

Ritornato alla mia vita quotidiana, percepivo come se qualcosa di me fosse rimasto ad Assisi, anche se non riuscivo a comprendere fino in fondo cosa. Sentivo che avevo bisogno di qualcuno che mi aiutasse a leggere l’esperienza che avevo fatto e cosa stava accadendo nella mia vita. Cercai di parlare con un frate, che da quel momento cominciò a seguirmi, divenendo la mia guida spirituale. Con lui compresi che il tormento interiore che avevo e la gioia della novità nel cuore erano la voce del Signore che mi parlava. Così decisi di entrare.

Quando manifestai ai miei genitori e ai miei fratelli che mi volevo fare frate francescano, non compresero la mia scelta, ma sentivo dentro di me la forza dello Spirito Santo che agiva e mi spingeva ad andare fino in fondo. Così, nonostante le titubanze familiari, mi rivolsi al Centro Vocazionale di Copertino, dove iniziai l’anno di postulato, vivendo in comunità con i frati la preghiera, il lavoro e la gioia dello stare insieme come fratelli con un solo obiettivo: seguire Gesù sulle orme di Francesco d’Assisi!

Strada facendo sperimentai come mi trovavo bene in quel tipo di vita, così il mio cammino vocazionale proseguì con la tappa del noviziato, vissuto ad Assisi, proprio dove nacque l’amore per san Francesco. Qui, ho avuto la grazia di poter stare sul luogo dove ancora oggi si sente il profumo della sua santità.

Ora mi trovo sempre in Assisi, presso il convento Franciscanum, dove, insieme ad altri confratelli continuiamo il cammino di formazione e cerchiamo di vivere in fraternità, ognuno con la propria diversità, cultura e lingua, ma sempre con l’unico obbiettivo: seguire il vangelo di Gesù come lo ha vissuto Francesco d’Assisi!

Oggi ringrazio il Signore per avermi fatto dono della vocazione francescana e per tutto quello che ancora fa nella mia vita, affinché possa essere vissuta in totale donazione a Lui. Chiedo a tutti voi, lettori della rivista San Francesco, di sostenere con la preghiera il dono delle vocazioni. Vi saluto con le parole che usava dire San Francesco: «il Signore vi dia Pace».

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